da Corrado al banco 18

Perché la cucina “ritrovata”?

Perché noi del Banco 18 vogliamo ripercorrere, sulle strade minori, la tradizione italiana e recuperarne le ricette autentiche, quale inestimabile eredità della memoria popolare.

Le stesse ricette, spesso dimenticate, di una cucina detta anche “povera”, che per secoli si è invece evoluta e arricchita, attraverso gli scambi e le continue influenze che ogni singolo territorio ha saputo ben elaborare.

In quel caleidoscopio di paesaggi e tradizioni che è l’Italia, tante e differenti cucine hanno raccontato i loro costumi, ognuna a proprio modo, trasformando i limiti in ricchezze e creando linguaggi unici e sempre riconoscibili.

Eppure, pochi decenni sono bastati a offuscarle o, peggio, a spazzarle via, lasciando campo libero a una cucina globalizzata, a un nuovo concetto di cibo e di alimentazione che non tiene conto dei diversi territori e delle loro potenzialità espressive.

La nostra proposta vuole essere un piccolo ma doveroso tributo alla civiltà contadina che, custodendo l’immenso patrimonio dei prodotti della terra italiana, ci ha consegnato le chiavi di un mangiare sano, semplice e sapiente.

 

Perché i vini del “dissenso”?

Perché noi del Banco 18 amiamo i vini veri, quelli che ci parlano della terra a cui appartengono; che ci raccontano della vigna, e di chi la lavora e la ama.

Perché sono i vignaioli a fare la differenza.

E noi abbiamo scelto.

Abbiamo scelto i vignaioli che hanno preso una posizione coraggiosa, voltando le spalle alla coltivazione intensiva, ai diserbanti, agli antiparassitari, alla chimica che sempre più prepotentemente è entrata in cantina attraverso l’uso di additivi e correttori, che la legge consente, pur di produrre vini sicuramente performanti, ma prevedibili, così come il mercato li vuole.

Il vino che amiamo esprime solo il sole e la forza racchiusi in ogni acino, prodotto dalla vite che non conosce medicine, perché in grado di badare a se stessa, in perfetta armonia con il suolo sano e la sua microfauna, che ha saputo nutrire le sue radici, severamente e senza artifici.

Abbiamo scelto vini che sanno sorprenderci, ogni anno in maniera diversa, grazie al miracolo antico e immutabile, che è la fermentazione spontanea, affidata ai soli lieviti naturali indigeni e mai a quelli di sintesi, usati dai produttori allineati per ottenere corredi aromatici scelti a priori.

Abbiamo scelto i vini che la natura ci offre, con l’immensa varietà di vitigni che i vignaioli interpretano, nel rispetto dei singoli territori dove i vitigni stessi si sono selezionati nei secoli in modo naturale.

E il loro dissenso

è anche il nostro dissenso!

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